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Quand’ero bambino tutto ciò che desideravo era poter scoprire e conoscere in prima persona tutte le infinite sfumature del sistema Natura: studiare le forme viventi, carpirne l’essenza e poterla raccontare attraverso la mia arte. Non mi bastavano le fotografie e diffidavo delle parole, troppo spesso corrotte e filtrate da sovrastrutture razionali. Quello che cercavo allora, come oggi, era un accostamento diretto e incontaminato con la fonte del mio interesse. Sono trascorsi molti anni ma il principio è rimasto immutato. Nell’anno 2000 presi la concreta consapevolezza della mia personalità artistica e definii i canoni che regolano il pensiero alla base della mia poetica:

In primo luogo, la volontà di raccontare la realtà che mi circonda attraverso un insieme di elementi simbolistici (immagini, suoni, pensieri e parole) strettamente connessi gli uni con gli altri per mezzo di un’armonia universale. L’idea di nascondere il visibile e di mostrare l’invisibile mi ha sempre affascinato e sovente mi sollecita ad imprevedibili sperimentazioni.

Un secondo aspetto rilevante è il meditato dualismo “foglio/inchiostro”: ho sempre amato la semplicità e la schiettezza nell’esecuzione. Per ottenere una tale “libertà” sentivo il bisogno di eliminare il superfluo; troppi oggetti, infatti, ostacolano il fine espressivo ponendo delle mediazioni che contaminano l’opera nascente. Con il solo pennino tra le dita, un solo colore, non si hanno distrazioni (non è infatti necessario agire razionalmente per decidere cosa utilizzare); in questo modo il processo creativo, istintivo, può evolvere liberamente senza rischiare di essere rallentato o condizionato dalla mente. In via metaforica, si prova la sensazione di una certa “onnipotenza esecutiva”. Un solo strumento, se adeguatamente impiegato, permette di esplorare l’universo.

Il terzo archetipo è costituito dal “viaggio” inteso come una forma colta e profonda di esplorazione del mondo circostante e, più precisamente, di scoperta nei confronti della nostra interiorità. Tutte le mie creazioni nascono da un impatto emotivo immenso e sono il frutto sublime della sensibilità che muove ogni artista semplice, ma autentico.